ANALISI DEL TESSUTO SOCIALE DI PONTINIA


Pontinia (15.000 abitanti) è un paese relativamente giovane, fondato nel 1934, ed abitato da una popolazione originaria di coloni, principalmente veneti e friulani, ma anche da gruppi provenienti dai comuni limitrofi e da altre regioni italiane. Negli ultimi anni la realtà sociale del paese è andata arricchendosi in complessità con l’arrivo di nuovi gruppi sociali, sia dal sud Italia che dall’estero, dall’Albania e dall’India in particolare. La realtà sociale è insomma ricca di culture e religioni diverse.

Da un punto di vista politico Pontinia è caratterizzata da un sostanziale bipolarismo, con una forte componente di sinistra costituita principalmente dagli originari coloni veneti, ed una altrettanto forte comunità di destra. L’attuale amministrazione è di centrodestra, ma segue due giunte consecutive di centrosinistra.

In generale a Pontinia non esistono tensioni di natura razziale, politica o religiosa. Questo grande calderone di genti sperimenta invece una coesistenza pacifica, ed una sostanziale tolleranza nei confronti dell’altro e del diverso. Non esistono insomma problemi di ordini pubblico, nemmeno dal punto di vista della microcriminalità, se si esclude ovviamente il piccolo spaccio.

L’associazionismo giovanile è gestito principalmente dalla Parrocchia e dalle varie associazioni sportive. In Parrochia si trovano da un lato l’A.C.R. con una lunga ed importante tradizione, dall’altro un gruppo Scout F.S.E. in generale di ottimo livello anche se attualmente in una fase calante dal punto di vista del numero degli scritti (circa 60-70). Si potrebbe affermare che la Parrocchia di Pontinia vive una vita relativamente distaccata rispetto al resto del Paese, soprattutto in ambito giovanile, secondo le dinamiche di un elitario quanto anacronistico isolazionismo.

Le realtà sportive giovanili si dividono tra il gioco del calcio, del basket, della palla a volo e della palla a mano, tutte con una discreta tradizione alle spalle. In paese esistono due scuole elementari ed una scuola media, mentre per le superiori i ragazzi sono costretti a muoversi principalmente verso Latina e, in misura minore, verso Terracina o Priverno.
A Pontinia, come d’altronde nel resto del Paese, il disagio giovanile assume caratteristiche piuttosto evidenti anche se non necessariamente allarmanti. Moltissimi giovani, esclusi dall’ambito sportivo o parrocchiale, passano il loro tempo in Piazza, molto spesso in balia di loro stessi, della loro noia o delle sostanze, non importa quali in particolare. Dal punto di vista culturale la vita del Paese è piuttosto mediocre: non esiste un cinema, un teatro che funzioni in modo continuo, o un qualche centro per le arti e lo svago giovanile.

Noi siamo profondamente convinti del fatto che un Gruppo Scout ispirato ai valori della laicità, del confronto tra diverse culture, ed ai principi universali dell’amore e della fratellanza, possa essere non solo semplicemente utile al paese, ma in qualche modo quasi necessario alla sua evoluzione antropologica e culturale. Proprio in virtù dell’aumentata complessità sociale di Pontinia, un Gruppo Scout che insegna la convivenza tra religioni e culture diverse, può essere - secondo la nostra analisi - un laboratorio interessante quanto irrinunciabile per il futuro stesso dell’intera comunità.

Relazione ad opera della Comunità Capi del Gruppo C.N.G.E.I di Pontinia